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F.A.Q. Consulenza Casa

Quando è obbligatorio redigere un Attestato di Prestazione Energetica?

La Certificazione Energetica è richiesta nei seguenti casi (aggiornamento Ottobre 2014):
– Compravendita: trasferimenti a titolo oneroso (es. rogito, permuta)
– Donazione: trasferimenti a titolo gratuito
– Affitto di edifici o singole unità immobiliari
– Annunci di vendita o affitto di unità immobiliari (per determinare l’indice di prestazione energetica)
– Edifici di nuova costruzione al termine dei lavori
– Ristrutturazione importante quando i lavori insistono su oltre il 25% della superficie dell’involucro (pareti e tetti) dell’intero edificio
– Edifici pubblici ed aperti al pubblico
– Per tutti i contratti nuovi o rinnovati per gestione degli impianti termici o di climatizzazione di edifici pubblici

L’attestato ha una validità temporale di dieci anni a partire dal suo rilascio, e deve essere aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione che modifica la prestazione energetica dell’edificio o dell’impianto.

Posso recuperare l'investimento fatto per interventi di riqualificazione energetica? Se sì, quali caratteristiche deve avere il mio impianto? A quali impianti si riferiscono le agevolazioni?

I soggetti che sostengono delle spese per opere di riqualificazione energetica hanno diritto a recuperare parte del costo sostenuto, grazie ad una detrazione dall’IRPEF, cioè dalle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi.

Gli interventi individuati per fruire della detrazione sono i seguenti:
– interventi per migliorare l’isolamento termico (serramenti, finestre, pavimenti e coperture)
– installazione di pannelli solari
– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (caldaie) e di scaldacqua
– opere che incidano sulla prestazione energetica dell’edificio (ad esempio, la coibentazione dei muri o del sottotetto)
– posa in opera di schermature solari
– acquisto dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti

A chi mi posso rivolgere per ottenere assistenza tecnica e amministrativa?

ING srl è in grado di supportarti a 360° attraverso ogni fase della creazione degli impianti: sopralluogo e studio di fattibilità, progettazione, scelta componenti e pratiche burocratiche, installazione dell’impianto, manutenzione e assicurazione per l’impianto.

Forti di oltre 25 anni di esperienza, possiamo accompagnarti nella scelta del sistema migliore per le tue esigenze.

Abito in un condominio con più appartamenti, è possibile per un condomino installare nelle parti di proprietà comune un impianto fotovoltaico (o comunque di produzione di energia da fonti rinnovabili)?

La risposta è positiva, la riforma del condominio (legge n. 220/2012) ha introdotto nel codice civile una norma, l’art. 1122-bis specificamente dedicato a questa particolare tipologia d’uso delle parti comuni.
Il secondo comma dell’art. 1122-bis c.c. recita: “È consentita l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato.”

 

Quale aliquota iva deve essere applicata per gli interventi di riqualificazione energetica?

Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere per la realizzazione degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici sono assoggettate all’imposta sul valore aggiunto in base alle aliquote previste per gli interventi di recupero del patrimonio immobiliare.
In particolare:
– per le prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione – ordinaria e straordinaria – realizzati su immobili residenziali, è previsto un regime agevolato con applicazione dell’Iva ridotta al 10%
– per le cessioni di beni l’aliquota ridotta si applica solo quando la relativa fornitura è posta in essere nell’ambito del contratto di appalto.

Tuttavia, se l’appaltatore fornisce “beni di valore significativo”, l’aliquota ridotta si applica a tali beni solo fino a concorrenza del valore della prestazione (considerato al netto del valore dei beni stessi).

Devo presentare documenti specifici in comune prima dell'inizio dei lavori?

Si, la documentazione richiesta può essere redatta da un qualsiasi tecnico abilitato alla progettazione di edifici ed impianti nell’ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente ed iscritto allo specifico Ordine o Collegio professionale. Tuttavia, nelle regioni in cui vige una legislazione regionale più restrittiva, i tecnici sono soggetti a detta legislazione. Le parcelle dei professionisti sono comunque anch’esse detraibili al 55%.

Quali impianti vanno iscritti al catasto?

Gli impianti fotovoltaici si considerano beni immobili quando vanno dichiarati in catasto, indipendentemente dalla categoria attribuita alle unità immobiliari di cui fanno parte. Costituiscono unità immobiliari urbane i cosiddetti parchi fotovoltaici, in quanto dotati di autonomia funzionale, da accertare in apposite categoria catastali (D/1 oppure D/10).
Non hanno autonoma rilevanza catastale (non sono quindi unità immobiliari autonome) e costituiscono semplici pertinenze delle unità immobiliari. Gli impianti fotovoltaici comportano quindi una variazione della rendita catastale, se presente almeno uno dei seguenti requisiti:
– Quando la potenza nominale dell’impianto è maggiore di 3 kWp e se comporta un aumento superiore al 15% del valore catastale dell’immobile;
– Quando la potenza nominale dell’impianto è maggiore di 3 volte il numero delle unità immobiliari le cui parti comuni sono servite dall’impianto, indipendentemente che sia installato istallato al suolo o in copertura

Chiama +39.035.335813

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