Imprese del Mezzogiorno: al via le domande per gli incentivi su fotovoltaico e storage

Imprese del Mezzogiorno: al via le domande per gli incentivi su fotovoltaico e storage

A disposizione 262 milioni di euro: l’obiettivo è spingere l’autoconsumo e accelerare la transizione energetica nel Sud Italia.

Dalle ore 10 di mercoledì 3 dicembre si è aperta ufficialmente la finestra per richiedere gli incentivi destinati all’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo nelle imprese del Mezzogiorno. Le domande potranno essere inviate fino alle 10 del 3 marzo 2026 attraverso l’apposita piattaforma messa a disposizione dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Si tratta di un intervento atteso dal tessuto produttivo meridionale e inserito all’interno del Programma PNRIC 2021-2027, con una dotazione economica complessiva pari a 262 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

L’iniziativa punta a sostenere la competitività delle imprese incentivando l’autoproduzione di energia tramite impianti fotovoltaici o termo-fotovoltaici con potenza compresa tra 10 kW e 1 MW. È prevista la possibilità di integrare sistemi di accumulo elettrochimico, indispensabili per ottimizzare l’autoconsumo e ridurre i prelievi dalla rete elettrica. Restano però escluse le candidature che prevedono esclusivamente l’installazione di storage senza impianti di produzione.

Chi può partecipare e quali interventi sono ammessi

Gli incentivi sono rivolti alle imprese di qualsiasi dimensione, comprese le reti di impresa dotate di personalità giuridica. Il 60% delle risorse è riservato alle PMI, con almeno un quarto destinato a micro e piccole imprese. I progetti devono essere realizzati in aree industriali, artigianali o produttive situate in comuni con oltre 5.000 abitanti. Le regioni interessate sono le sette aree meno sviluppate del Paese: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Gli impianti dovranno essere installati su edifici esistenti o su coperture di pertinenza aziendale. L’energia prodotta e non autoconsumata dovrà essere ceduta gratuitamente al GSE per un periodo ventennale, elemento che distingue chiaramente questa misura dagli incentivi a tariffa. Tra le spese ammissibili rientrano l’acquisto, il trasporto, la posa in opera, la connessione alla rete e le opere civili strettamente necessarie, mentre sono esclusi beni usati, leasing e lavori in economia.

Contributi e maggiorazioni

Il contributo è erogato in conto impianti con intensità variabile a seconda della dimensione aziendale: 58% per le piccole imprese, 48% per le medie e 38% per le grandi. Sono previste maggiorazioni per l’utilizzo di moduli fotovoltaici registrati nelle categorie “B” o “C” del Registro delle tecnologie (+5%) e per le aziende dotate di certificazione ISO 50001 (+2%). Il contributo non è cumulabile con altri aiuti di Stato sugli stessi costi.

Secondo il ministro Gilberto Pichetto, la misura rappresenta «un sostegno concreto alle imprese impegnate nella transizione verso le rinnovabili», sottolineando il ruolo centrale del Sud nella strategia energetica nazionale. L’apertura del bando offre infatti un’occasione preziosa per accelerare la decarbonizzazione e ridurre il peso della bolletta energetica sulle imprese, incentivando al contempo la modernizzazione delle strutture produttive.