16 Gen Fotovoltaico: proroga a 18 mesi per la messa in esercizio degli impianti in Reddito Energetico
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha ufficialmente esteso da 12 a 18 mesi il termine per la connessione alla rete elettrica e la messa in esercizio degli impianti fotovoltaici domestici finanziati tramite il Reddito Energetico. La modifica è stata introdotta dal decreto direttoriale n. 474 del 20 novembre 2025 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2026 ed è finalizzata a garantire il pieno utilizzo delle risorse stanziate e il raggiungimento degli obiettivi sociali e ambientali del fondo.
Una proroga per migliorare l’attuazione della misura
La proroga del termine, da 12 a 18 mesi, deve essere conteggiata a partire dalla prima data di accoglimento della richiesta di accesso al beneficio, anche nel caso in cui vi sia una variazione del soggetto realizzatore dell’impianto. Questo adeguamento normativo nasce dall’esperienza operativa sul campo: molte famiglie e imprese installatrici avevano incontrato difficoltà nel rispettare il limite originario di un anno per completare la connessione e l’entrata in esercizio dell’impianto.
Secondo quanto previsto dal MASE, la proroga non altera né ridimensiona le finalità della misura, ma serve a garantire un pieno utilizzo delle risorse stanziate, evitando che progetti validi perdano l’accesso al sostegno a causa di ritardi che non dipendono direttamente dai beneficiari.
Chi può accedere al Reddito Energetico
Possono accedere al fondo le persone fisiche appartenenti a nuclei familiari in condizioni di disagio economico, con ISEE fino a 15.000 euro, elevato a 30.000 euro per famiglie con almeno quattro figli a carico. È necessario essere titolari di un diritto reale sull’immobile o sulle superfici dove sarà installato l’impianto e avere l’intestazione di un contratto di fornitura elettrica relativo all’abitazione di residenza anagrafica del nucleo. Ogni nucleo familiare può beneficiare del contributo una sola volta, senza possibilità di doppia richiesta.
Impianti ammessi e funzionamento del contributo
Il fondo finanzia impianti fotovoltaici domestici in autoconsumo, con potenza compresa tra 2 e 6 kW, installati su unità immobiliari residenziali dei beneficiari. Il contributo copre i costi ammissibili per la realizzazione dell’impianto e include, per almeno dieci anni, polizza assicurativa multirischi, manutenzione e monitoraggio delle performance. La soglia massima del contributo prevede una quota fissa più una quota variabile proporzionata ai kW installati.
L’energia prodotta e non autoconsumata viene ceduta al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per 20 anni, alimentando il meccanismo rotativo del fondo e contribuendo al finanziamento di nuovi impianti destinati a famiglie in difficoltà.
Obiettivi
Il Reddito Energetico mira a contrastare la povertà energetica, garantendo l’accesso all’energia solare alle famiglie economicamente svantaggiate, promuovendo al contempo l’autoconsumo e la diffusione delle energie rinnovabili. Il fondo si inserisce nel più ampio quadro delle politiche italiane di transizione energetica, contribuendo alla decarbonizzazione del sistema elettrico e alla diffusione dell’energia sostenibile sul territorio nazionale.
Per il biennio 2024–2025, le risorse stanziate ammontano a circa 203 milioni di euro: 100 milioni nel 2024 e 103 milioni nel 2025. Grazie alla proroga dei termini, si prevede una maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse e un impatto più significativo sul numero di famiglie che potranno beneficiare dell’iniziativa.