11 Ott Relazione annuale del MASE sulla situazione energetica nazionale
Nel 2023, il settore energetico italiano ha mostrato segni di evoluzione, con una maggiore produzione di energia rinnovabile e una riduzione della dipendenza dalle importazioni di gas. La relazione annuale sulla situazione energetica nazionale 2024, pubblicata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), evidenzia importanti cambiamenti nel panorama energetico italiano, indicando un incremento delle fonti rinnovabili e una riduzione dei consumi energetici, soprattutto elettrici.
Produzione di energia in Italia: più rinnovabili, meno gas
Nel 2023, la produzione energetica nazionale ha registrato un aumento del 4,2% rispetto all’anno precedente, grazie al crescente contributo delle fonti rinnovabili. La produzione complessiva è stata di 1.461 ktep, con un incremento significativo nel settore petrolifero (+20%) e una crescita più modesta delle energie rinnovabili e dei bioliquidi (+3,2%). Parallelamente, è diminuita la dipendenza dalle importazioni di energia, scesa al 74,6%, un calo di 4,6 punti percentuali rispetto al 2022.
Nel 2023, l’Italia ha ridotto le importazioni di gas, scese del 14,9% a 61,6 miliardi di metri cubi. La maggior parte del gas è arrivata attraverso gasdotti da paesi come l’Algeria, l’Azerbaigian e la Russia, con quest’ultima che ha visto una riduzione drastica delle forniture (-80% rispetto al 2022). È cresciuto l’import di gas naturale liquefatto (GNL) del 17%, a testimonianza della diversificazione delle fonti di approvvigionamento.
Produzione di energia elettrica: il ruolo crescente delle rinnovabili
La produzione lorda di energia elettrica in Italia ha subito una flessione del 6,9% rispetto al 2022, attestandosi a 262,7 TWh. Sebbene il termoelettrico rimanga la principale fonte di energia (55,8%), ha registrato un calo. Le fonti rinnovabili, in particolare l’energia idroelettrica, eolica e fotovoltaica, hanno invece continuato a crescere, con eolico e fotovoltaico che hanno coperto il 20,6% della produzione totale. L’energia idroelettrica ha contribuito per il 15,4%, mentre geotermia e bioenergie sono risultate in calo.
Consumi energetici e prezzi in calo
I consumi energetici in Italia hanno mostrato un andamento in contrazione nel 2023, riflettendo una diminuzione della domanda di gas e elettricità. La domanda di gas è scesa a 61,7 miliardi di metri cubi, con un calo di 7 miliardi rispetto all’anno precedente. Tale riduzione è stata attribuita a vari fattori, tra cui condizioni climatiche miti e politiche di contenimento dei consumi. Anche la domanda di energia elettrica è diminuita, registrando una riduzione del 3,2% e toccando i 305,0 TWh, con l’83,2% coperto dalla produzione interna.
Nel 2023, i prezzi dell’energia elettrica e del gas hanno mostrato un trend in discesa rispetto ai livelli estremamente elevati del 2022. Le imprese hanno beneficiato di una riduzione dei prezzi dell’energia elettrica (0,273 euro/kWh) e del gas (22,3 euro/GJ), mentre le famiglie italiane hanno pagato in media 0,356 euro/kWh per l’elettricità e 32,3 euro/GJ per il gas. Tuttavia, nonostante il calo, i prezzi in Italia restano ancora superiori alla media europea, con una differenza che supera il 123%.
Il rapporto energetico MASE del 2024 mostra un’Italia che continua a ridurre la sua dipendenza dalle importazioni di energia, mentre la produzione di energia rinnovabile aumenta il proprio peso in tutti settori di utilizzo. L’incremento dell’efficienza energetica e l’uso di energie pulite rappresentano segnali positivi per il futuro energetico del Paese.